Il vento fa il suo giro – un film di Giorgio Diritti

2 marzo 2010

Esordio alla regia di Giorgio Diritti, con un film ricco di sfumature e di sottogliezze

“Il vento fa il suo giro”

viaggio pensando a Olmi

di PAOLO D’AGOSTINI

 Questa settimana segnaliamo un piccolo film italiano. Tanto piccolo che non ha una vera distribuzione commerciale e che solo con un po’ di pazienza troverete in qualche sala d’essai di alcune città. Merita di essere visto e conosciuto e il passaparola può aiutarlo. S’intitola Il vento fa il suo giro e il suo regista si chiama Giorgio Diritti. È un ex allievo di Ermanno Olmi e nel suo film aleggia uno spirito che senza tradursi in imitazione del maestro è molto olmiano.
Siamo in una piccola comunità montana piemontese. Nella zona di minoranza linguistica occitana. È un paese praticamente spopolato dall’emigrazione verso i centri maggiori e le città, che vive quasi soltanto di seconde case e vacanze estive. Ma i pochi residenti stanziali e quelli pendolari, a partire dal sindaco, proteggono le tradizioni, preservano e custodiscono la specificità come un gioiello.

Classico deus ex machina, compare un uomo venuto da lontano. È un francese. Il look sembra quello di un uomo di sinistra con un passato di delusioni. Certamente un passato metropolitano e intellettuale. Ha già scelto di vivere in montagna e di allevare capre. Ma ha anche deciso di lasciare la località francese dove si era ritirato con la famiglia, raggiunta da una centrale nucleare, e di cercare un’alternativa. Si ferma a Chersogno, gli piace, vuole installarsi qui.


Da questo momento inizia un percorso di reciproco studio, di confronto-scontro, risolto in una maniera davvero notevole. Con una ricchezza di sfumature e sottigliezze davvero preziosa. Il primo stadio è quello della sorpresa venata di diffidenza. Il secondo è quello dell’accoglienza e della collaborazione: tutto il paese si dà da fare per aiutare i nuovi venuti a trovare una sistemazione, a inserirsi. Il terzo stadio è quello del crescere sordo e poi dell’esplodere violento di tutte le pulsioni negative. Delle gelosie, della xenofobia, fino all’espulsione dell’intruso.

La cosa speciale di questo racconto è che non propone mai in modo semplicistico la dinamica tra conformismo e diversità. Non sventola facili slogan ecologisti o di ritorno alla natura. Della relazione dialettica tra il pastore francese e i suoi interlocutori/antagonisti indaga ogni piega: entrambi sono portatori di un’ideologia critica verso il modello di vita delle società ricche contemporanee. Ma il punto è che mentre gli uni hanno congelato quei valori in una difesa chiusa e conservatrice, l’altro li misura concretamente e faticosamente in una scelta di vita.

IL VENTO FA IL SUO GIRO
Regia di GIORGIO DIRITTI
Con T. TOSCAN, A. AGOSTI, G.FORESTI

(Repubblica 15 giugno 2007)

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